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È un disturbo che colpisce circa un bambino su 100 con una netta prevalenza dei maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 3-4 a 1. Ebbene, nella balbuzie si ipotizza che la distanza e la sua tolleranza siano difficili per il bambino e anche per la madre. È in tutti i casi fondamentale che esse siano tempestive per non creare ulteriori disagi al bambino. Questi trattamenti avranno tra gli obiettivi quello di permettere al bambino di trovare una giusta via d espressione dell'aggressività e di aiutare bambino e genitori a tollerare la distanza e i movimenti di autonomia. Ledifficoltà emotivo-affettive non risiedono nel bambino/ragazzo, ma nella relazione stessa che diventa oggetto di analisi. Tutti gli attori della complessità relazionale sono chiamati in causa nella definizione delle difficoltà emotivo-affettive:genitori, insegnanti, bambino/ragazzo, coetanei. Ogni attore della complessità relazionale assume un ruolo e un significato affettivo differente, ma tutti concorrono a costituire l'espressione delle difficoltà emotivo-relazionali del bambino/ragazzo, con aspettative, ansie e timori, che si radicano nel passato e si proiettano sul futuro. Affettività e cognizione sono dimensioni collegate che implicano una lettura globale del bambino e del ragazzo, immerso in una storia di relazioni. Linee di intervento: spazi di consulenza che trattano la dimensione relazionale, nei differenti contesti educativi del bambino o del ragazzo. La presenza dei figli non è prevista per due motivi principali: evitare che il bambino o il ragazzo si senta malato, inadeguato o si senta di rappresentare il problema che affligge la famiglia e che causa il malessere dei genitori e/o dei fratelli; favorire un intervento efficace e breve, in quanto per la risoluzione del problema è importante modificare i processi di comportamento e comunicazione messi in atto dal sistema familiare per far fronte al problema ma che, come la famiglia può constatare, non hanno prodotto effettivi risultati. Così come il corpo è spezzato, così anche la personalità presenta aspetti opposti: ad esempio si può trovare un atteggiamento arrogante unito ad uno di avvilimento, oppure un comportamento accondiscendente da bravo bambino e una enorme carica distruttrice. Questo tipo di storia non lascia scelta al bambino: lunica cosa che può fare per sopravvivere è dissociarsi dalla realtà con una intensa vita fantastica, e dissociarsi dal proprio corpo sviluppando intelligenza astratta. Struttura psichica in cui si organizzano i sentimenti amorosi e ostili che il bambino avverte nei confronti dei genitori e dal cui superamento dipende, secondo S. Il caso più semplice si struttura, per il bambino di sesso maschile, nel modo seguente: egli sviluppa assai precocemente un investimento oggettuale per la madre, investimento che prende origine dal seno materno e prefigura il modello di una scelta oggettuale del tipo per appoggio; del padre il maschietto si impossessa mediante identificazione. Il declino del complesso edipico nel bambino è, per Freud, la minaccia della castrazione da parte del padre, che è determinante nella rinuncia all oggetto incestuoso. Infatti, nella fase fallica, per Freud al centro C'è, sia per il bambino sia per la bambina, il fallo la cui perdita è fantasmata nel bambino come conseguenza di un castigo e nella bambina come presupposto. La bimba scivola (si potrebbe dire sulle tracce di un equazione simbolica) dal pene al bambino: il complesso edipico culmina nel desiderio, coltivato da tempo, di ricevere dal padre un bambino in regalo, di generargli un figlio. I due desideri, di possedere un pene e di possedere un bambino, permangono fortemente investiti nell'inconscio, aiutando in tal modo la femmina a prepararsi alla sua futura funzione sessuale. Quello che vale per linferiorità organica vale anche per quelL'insieme di influssi esteriori che sono percepiti dal bambino come una pressione piú o meno pesante, e che suscitano una presa di posizione ostile nei riguardi dellambiente. Ora, si pensi che ogni bambino di fronte alla vita è precisamente affetto dinferiorità e che non potrebbe assolutamente sussistere senza una forte dose di senso comunitario nei riguardi degli uomini che gli stanno vicino; si tenga presente quanto sia piccolo e indifeso il bambino, e quanto a lungo duri questa situazione che gli dà limpressione di essere a mala pena allaltezza di vivere: e si dovrà ammettere che agli inizi della vita psichica sta un senso dinferiorità piú o meno profondo. Questa è la forza dimpulso, il punto da cui scaturiscono e si sviluppano gli sforzi del bambino per porsi un fine che gli garantisca ogni tranquillità e sicurezza nella vvita futura, e che gli apra una strada verosimilmente atta a raggiungerlo. In tale singolare presa di posizione del bambino, che è anche strettamenteconnessa alle sue capacità organiche che su di essa influiscono, sta la base della sua educabilità. Questa viene soprattutto scossa (tanto generale è il senso dinferiorità presso il bambino) da due fattori: luno è un senso dinferiorità troppo forte, troppo intenso e di troppo lunga durata; l'altro un fine che non solo intenda garantire tranquillità, sicurezza, equivalenza cogli altri, ma anche sviluppare uno sforzo verso il potere volto a raggiungere una posizione di superiorità nellambiente. Precisamente a questo pericolo è esposto ogni bambino, perché si trova in situazioni simili. Ogni bambino per ciò stesso che è posto in un ambiente di adulti è indotto a considerarsi piccolo e debole, a stimarsi incapace e inferiore. Per ciò stesso che si pretende troppo da un bambino, gli si evoca con maggior rilievo nellanima il sentimento della sua nullità. Spesso si trovano tutti questi atteggiamenti uniti insieme, e lattenzione del bambino viene richiamata ora su di un punto ora sull'altro, sul fatto che è un sollazzo o un disturbo per gli anziani. Per esempio, labitudine di non prendere sul serio il bambino, di significargli che non è nessuno, che non ha nessun diritto, che deve sempre tenersi riservato davanti agli anziani, che deve starsene sempre zitto, e via dicendo. Sono i primi sintomi del risveglio dello sforzo di valere proprio delluomo, che si sviluppa sotto lazione del sentimento dinferiorità e che induce il bambino a prefissarsi un fine che gli dia limpressione di potersi imporre allambiente. Non possiamo giudicare nessun bambino, nessun adulto, se non mettiamo a confronto il senso comunitario posseduto colla quantità dello sforzo fatto per valere e per prevalere sugli altri. Quanto al problema di come favorire e insieme contrapporsi in modo vantaggioso alla tendenza al potere, che è il male piú imponente della storia della civiltà umana, la difficoltà nasce dal fatto che nelletà in cui questa tendenza si forma, la comprensione del bambino è difficile. Tuttavia vivendo insieme al bambino si rende possibile anche in questa età impedire che questa tendenza al potere prevalga sul senso comunitario, anchesso presente e in via di sviluppo. Lo sforzo non inibito di potere, che cerca di rinforzarsi, produce degenerazioni nello sviluppo della vita psichica del bambino, cosicché nella tensione esagerata di raggiungere sicurezza e potere, il coraggio può diventare insolenza, lobbedienza vigliaccheria mentre riescono a trasformare la tenerezza in astuzia con cui ridurre gli altri alla remissività, allobbedienza, alla sottomissione, e ad aggiungere a tutti i tratti di carattere della loro natura palese, anche un aumento di astuta ingordigia di superiorità. Uneducazione consapevole nei riguardi del bambino si adopera ad aiutarlo a uscire dal suo stato di insicurezza sotto lazione degli impulsi consci e inconsci, a disporsi alla vita con abilità, con esperta comprensione e simpatia verso gli altri. Tutte queste misure, ad ogni modo, da qualunque parte vengano, vanno intese inizialmente come tentativi di aprire nuove vie al bambino perché possa liberarsi dal suo sentimento di insicurezza e inferiorità. Il grado dintensità dazione del senso dinsicurezza e dinferiorità dipende massimamente dal modo di vedere che è proprio del bambino. È indubbiamente importante il grado oggettivo dellinferiorità; anchesso si manifesterà al bambino. La crescita di un bambino può essere talmente complicata che diventa quasi ovvio un suo errore di valutazione sul grado della propria inferiorità e insicurezza. In complesso, comunque, si deve sempre prendere in considerazione il sentimento che è proprio del bambino, il quale ogni giorno presenta un comportamento tentennante, finché alla fine viene ad assumere un certo qual consolidamento che si esprime nell'autovalutazione. Ora se il senso dinferiorità è particolarmente grave, vi è pericolo che il bambino nella sua ansia di non poter fronteggiare la sua vita futura, non si accontenti della semplice compensazione, e punti piú lontano (ipercompenso). Effettivamente, quello che realmente agisce è sempre la linea di movimento di un uomo, il cui sviluppo può ben essere soggetto a delle modificazioni, ma il cui contenuto principale, la cui energia, il cui senso persiste fisso e immutabile ffin dallinfanzia, non senza connessione collambiente che è proprio del bambino e che verrà dissolto in seguito dal piú grande ambiente della società umana. A questo riguardo si deve pertanto tentare di seguire allindietro la storia di un uomo fino alla sua prima infanzia, perché già le impressioni ricevute al tempo dellallattamento orientano il bambino in una direzione determinata e lo conducono a rispondere in un certo modo ai problemi della vita. In tale risposta vengono utilizzate tutte le possibilità di sviluppo che il bambino porta con sé nella vita, e le impressioni ricevute nel periodo dellallattamento influiranno, sia pure in forma rudimentale, sul suo modo di considerare la vita, sulla sua immagine del mondo. Questo processo avviene nel tempo della cosiddetta scoperta dellio, che è pressa poco il tempo in cui il bambino incomincia a parlare in prima forma personale. In questo momento il bambino è già cosciente di stare in uno stabile rapporto collambiente, il quale non è assolutamente neutrale, ma costringe il bambino a prendere posizione e a disporsi nei suoi riguardi, come il suo benessere, visto nel quadro della sua immagine del mondo, esige da lui. Loggetto è importante solo in quanto è invitato a partecipare al piacere narcisistico del bambino e quindi a confermarlo. Prima che la separazione psicologica si sia stabilita, il bambino sperimenta il piacere della madre nel suo intero Sé corporeo come parte del proprio apparato psicologico. Dopo che la separazione psicologica ha avuto luogo, il bambino ha bisogno del luccichio negli occhi della madre per conservare la diffusione di libido narcisistica che interessa ora, in sequenza, le funzioni e le attività principali delle differenti fasi maturative (esibizionismo anale, uretrale e fallico). Lesibizionismo del bambino deve essere gradualmente desessualizzato e subordinato alle sue attività rivolte a una meta; ciò si raggiunge meglio attraverso le frustrazioni graduali ˙frustrazione ottimale accompagnate da sostegno amorevole, mentre i vari atteggiamenti manifesti e latenti di rifiuto o di eccessiva indulgenza (specialmente lamalgama di essi e/o il loro rapido e imprevedibile alternarsi) costituiscono il terreno emotivo per una vasta gamma di disturbi. Il sano narcisismo è quindi legato direttamente all'autostima e alla capacità disviluppare in pieno le potenzialità e le capacità dell'Individuo, e sotto questo punto di vista è molto simile alla revisione della definizione di salute mentale offerta da Maslow (Maslow, 1954) e dalla psicologia umanistica, e ormai accettata a livello iinternazionale: la salute mentale non può essere considerata solo come assenza di malattia! Dunque il narcisismo all'interno della psicologia del Sé assume il ruolo di protagonista non solo nella patologia, ma anche nellasalute psichica; lo stesso complesso di Edipo in questo contesto assume un nuovo ruolo: vissuto in modo non patologico rappresenta una tappa fondamentale dello sviluppo sano del Sé, in cui il bambino sperimenta con gioia lammirazione dei genitori per i suoi progressiverso un funzionamento del Sé più maturo e integrato. I meccanismi di difesa messi in atto dal bambino in modo prolungatoli ritroviamo nel corpo dell'adulto sotto forma di tensioni muscolari croniche. In primo luogo infatti essi si rendono scarsamente conto della realtà che li circonda e non capiscono ad esempio che quei rumori che emettono gli armadi di notte sono del tutto normali e dovuti agli assestamenti delle lastre di legno, in seguito agli sbalzi termici, o all'umidità˙ Il bambino non capisce tutto questo e quindi, nella sua semplificazione mentale, pensa che sia accaduto qualcosa di magico, di sovrannaturale, che genera apprensione perché pieno di mistero. Se il bambino è molto impressionabile però, bisognerebbe cercare di non esporlo a scene paurose ed anche evitare di parlarne in casa, ad esempio commentando episodi di cronaca nera visti nel TG. Occorre poi capire con chiarezza quali sono le paure del nostro bambino, facendosi spiegare nei dettagli cosa lo spaventa. Questo processo nasce , secondo l'ipotesi psicodinamica, dal bisogno di riparare ad una ferita narcisistica dell'io, che ha avuto inizio con le ripetute mortificazioni cui il bambino è stato sottoposto nell'arco della sua educazione; il non essere mai stato incoraggiato ed apprezzato, ma piuttosto spronato a fare di più, genera un basso livello di autostima, che induce a maccanismi compensatori che consistono nell'imporre a se stesso delle sofferenze e delle privazioni che possano apparire all'esterno nobilitanti e lodevoli. Lo stesso fenomeno del transfert, in analisi, viene da lui inquadrato in questottica, dal momento che quanto più un paziente è alienato tanto più proietta le qualità genitoriali sullanalista, per rivivere quel senso di sicurezza e protezione che sperimentava da bambino. Il Mutismo selettivo è un disturbo ansioso infantile caratterizzato dall'incapacità del bambino di parlare in determinate situazioni sociali. Molto spesso il bambino parla liberamente a casa mentre è muto a scuola e in altre situazioni. Sebbene il disturbo si instauri prima dei 5 anni di età, esso è riconosciuto in modo chiaro solo dopo questa età, quando il bambino inizia la scuola materna o la scuola elementare, situazioni in cui ci si aspetta che i bambini usino il linguaggio verbale. Prima della scuola, i genitori del bambino e le figure che lo circondano non notano di solito alcun problema significativo nel comportamento relativo al linguaggio, poiché il bambino parla normalmente in casa. Se il bambino rimane silenzioso oppure ha un atteggiamento riservato in presenza di adulti esterni alla famiglia, raramente questo comportamento viene considerato anormale o allarmante. Il bambino è considerato timido. Spesso, di fronte ad un comportamento con rifiuto di parlare, la gente reagisce punendo, trascurando o minacciando il bambino. Nella maggior parte dei casi, il bambino parla con uno o più membri della famiglia (soprattutto la madre), qualche volta con uno o alcuni coetanei, ma non con gli estranei, e non a scuola. Nella scuola, nel cortile della ricreazione, il bambino spesso parla o sussurra ad alcuni coetanei. l'ambiente che lo circonda comprende la comunicazione del bambino ed egli reagisce positivamente. Secondo il DSM-IV, i criteri diagnostici per individuare un bambino selettivamente muto sono i seguenti: Il bambino non parla in determinati luoghi, come la scuola o altre situazioni sociali. Ma, il bambino parla normalmente nelle situazioni in cui si trova a suo agio, come nella propria casa. l'incapacità del bambino di parlare interferisce con la sua capacità di funzionare nel contesto scolastico e/o nelle situazioni sociali. Una volta che il paziente era diventato consapevole di quello che gli era accaduto da bambino, non aveva più bisogno di esprimere questi ricordi mediante sintomi corporei. Guardiamo un bambino quando piange, quando è arrabbiato o felice, oppure quando vuole qualcosa. Nell'infanzia e nell'adolescenza questo può causare seri problemi perché un bambino o un ragazzo con la sindrome di Asperger avrà difficoltà a decodificare i segnali impliciti su cui si reggono le interazioni sociali e potrà essere messo da parte dai coetanei, creando quindi una sorta di crudeltà sociale. Un bambino o ragazzo con questa sindrome viene spesso considerato responsabile di questa crudeltà nei suoi confronti sebbene egli non riesca a capire né il perché dell ostilità né cosa stia facendo di sbagliato. Tale disturbo affligge il comportamento alimentare del bambino, provocando per esempio l'ingestione di sostanze non commestibili (pica), il ripetuto rigurgito e rimasticamento del cibo (disturbo di ruminazione), o la persistente incapacità di mangiare adeguatamente, che si riflette in una significativa perdita di peso o nell'incapacità di aumentare di peso (disturbo della nutrizione dell'infanzia e della prima fanciullezza. Psicologia del bambino Capacità di assumere la responsabilità negli interventi centrati sulla persona per la prevenzione, la diagnosi, il sostegno psicologico, la riabilitazione del bambino e la sua psicologia. Capacità di progettare ambienti relazionali e di gestire interazioni congruenti con le esigenze del bambino o adolescente, della famiglia, dei gruppi, delle organizzazioni, delle comunità. La psicologia dello sviluppo a differenza della psicologia dell'età evolutiva (che prende in considerazione solo lo sviluppo del bambino), studia l'evoluzione e lo sviluppo del comportamento umano, dalla nascita alla morte. sostiene l'attività di cura rivolta ai bambini attraverso la formazione e la sensibilizzazione, allo scopo di favorire atteggiamenti attenti e responsivi nell'interazione adulto-bambino; fornisce consulenza a operatori e istituzioni al fine di tutelare la salute del bambino; promuove le attività legate alla gestione del tempo libero e dello sport, all'espressione artistica, alla fruizione dei mezzi di comunicazione di massa (TV) e dei media elettronici (computer, internet) al fine di favorire scelte educative adeguate e attente al benessere del bambino.

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