disagio



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E' un portale di consultazione anche del proprio disagio o problema che può essere di carattere ansiogeno, umorale, alimentare, correlato alle sostanze, sessuale, dell'identità di genere, relativo al sonno, al controllo degli impulsi o dissociativo. Saranno comunque interventi tesi alla prevenzione del disagio e alla promozione dello stato di salute e benessere dell'istituzione. Le disfunzioni relazionali in ambito evolutivo, cioèquei segnali di disagio e di sofferenza, che coinvolgono la dimensione emotiva e affettiva dei bambini e dei ragazzi e che si originano nella dimensione relazionale. Generalmente la richiesta di un colloquio psicologico parte dai genitori che richiedono un aiuto per: la difficoltà, disagio o disturbo manifestato dal figlio; la difficoltà, dopo diverso tempo e diversi tentativi, di far fronte alla situazione. Il disagio diventa così causato non tanto dal problema di per sé ma dal modo in cui si sta cercando di risolverlo. Il rischio maggiore al quale una famiglia può andare incontro è che un problema possa trasformarsi in un profondo disagio e di conseguenza in un disturbo psicopatologico, questo accade quando il problema si mantiene, si stabilizza e si amplifica in seguito alla messa in atto di soluzioni disfunzionali perpetuate nel tempo (cercare di risolvere un problema è normale ma perpetuare in tentativi che non stanno funzionando può aggravare la situazione). L'intervento psicologico indiretto ha come obiettivo finale quello di interrompere il loop disfunzionale suggerendo ad uno o entrambi i genitori (o ad uno o più componenti adulti della famiglia), strategie di comunicazione e di comportamento in grado di far fronte, in modo funzionale, al problema o al disagio riscontrato. Attraverso un processo di ricostruzione della vita del soggetto risulta possibile ripercorrere le tappe di sviluppo del disagio psichico, a cui viene attribuito un senso e un significato. In momenti di crisi e di difficoltà quali possono essere la crescita dei figli, la perdita del lavoro e la rottura di un legame importante (separazione, divorzio, lutto, ecc.), il sostegno psicologico si propone come veicolo per la comprensione e la condivisione empatica da parte dello psicologo della sofferenza soggettiva, del disagio esistenziale provato dal paziente. In effetti, mentre le persone con una buona autostima sono più propense a relativizzare un insuccesso e ad impegnarsi in nuove imprese che le aiutano a dimenticare, le persone che hanno una scarsa stima di sé faticano ad abbandonare i sentimenti di delusione e amarezza connessi allo sperimentare un insuccesso; anche le critiche sono affrontate in modo diverso: le persone con una bassa stima di sé sono più sensibili sia all'intensità del disagio provocato dalla critica, sia alla sua durata. Da questo punto di vista, le persone che si stimano poco corrono il rischio di sentirsi a disagio non solo di fronte ad un insuccesso, ma anche di fronte al successo e alle sue conseguenze sociali. l'effetto del diniego sulla vergogna la rende più potente, così come dall'esternoun individuo che sottolinea una reazione di vergogna che sta avvenendo nel timido accentua il sentimento di disagio eimpedisce una qualunque possibilità di comunicazione. Sono persone concentrate su se stesse che si interessano eccessivamente al proprio aspetto fisico e si sentono a disagio quando non sono al centro dell'attenzione. Questo bisogno fa sì che si sentano a disagio se lasciati in solitudine, e spesso si preoccupano eccessivamente all'idea di doversi prendere cura di se stessi. Per avere un quadro chiaro e comprensibile del problema, occorre distinguere fra: la malattia (nel senso bio-medico del termine); gli aspetti psicologici della malattia; la malattia mentale; il disagio psicologico. Praticamente tutte le malattie, anche quelle assolutamente di origine fisica (quali, ad esempio: la frattura di un arto, una intossicazione chimica, una infezione, una influenza ecc) suscitano sentimenti di disagio nella persona. Abbiamo invece dei segnali, solo segnali che ci possono creare disagio. La fobia sociale (detta anche sociofobia o ansia sociale) , ai suoi livelli minimi si manifesta in quello stato di disagio sociale che è la timidezza, stato ansioso nel quale il contatto con gli altri è segnato dalla paura di svelare contenuti interni criticabili o malgiudicabili, o di mettere in mostra una personalità globalmente inadeguata. In tal modo lo psicologo completa il cerchio e finisce per essere una rete che accoglie le esigenze e il disagio dell'utente. Le disfunzioni sessuali per ciò che riguarda la sessualità maschile, sono caratterizzate da unanomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che caratterizzano la risposta sessuale; causano disagio e difficoltà interpersonale. Per essere classificate come vere parafilie, i desideri o comportamenti della persona devono comportare intenso disagio o danni alla vita sociale, lavorativa oppure sono obbligatori per suscitare eccitamento oppure, infine, coinvolgono persone non consenzienti. Il pensiero di paura si traduce in forme fisiologiche ben note: eccessiva sudorazione, tensione muscolare, accelerazione del battito cardiaco, sensazione d inquietudine e disagio, stato d ansia, incontrollabilità delle proprie funzioni. Tutto ciò può sembrare insormontabile, ma secondo noi coloro che riescono a sentirsi parte attiva del proprio disagio hanno veramente buone possibilità di vedere il proprio disagio finalmente da un ottica. Le manifestazioni del Disturbo di tourette sono causa di un significativo malessere e disagio, che compromettono l'area scolastica, lavorativa e sociale. Dare ascolto a chi desidera esprimere il proprio disagio significa innanzi tutto volere accogliere la persona e le esperienze che porta con sé, offrendole un tempo per raccontarsi e dare voce alle proprie richieste. Favorendo nella persona una presa di contatto con aspetti di sé appena in ombra, la si aiuta ad avere rispetto anche del proprio disagio, scoprendone significati più rassicuranti. C'è però da dire che questi sintomi non si manifestano obbligatoriamente; l'individuo acrofobico potrebbe semplicemente nutrire un profondo senso di disagio o perlopiù avere una leggera crisi nervosa. Ciò non significa che la causa del suo disagio sia dovuta a colpe personali, ma che comunque la persona contribuisce a mantenere in vita delle dinamiche familiari disfunzionali. La terapia della famiglia ha costruito quindi la sua metodologia clinica intorno all'idea che il disagio psichico può essere colto attraverso l osservazione delle relazioni umane. Il disagio diviene così sempre più limitante. Le fantasie a carattere ossessivo sono accompagnate da emozioni sgradevoli, come paura, disgusto, disagio, dubbi, o dalla sensazione di non aver fatto le cose nel modo giusto, e gli innumerevoli sforzi per contrastarle non hanno successo, se non momentaneo. l'atto compulsivo è un comportamenti ripetitivo (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule mentalmente) messi in atto per ridurre il senso di disagio e l'ansia provocati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni; costituiscono, cioè, un tentativo di elusione del disagio. Rileva il disagio psichico dellinfanzia, delladolescenza, delletà adulta e senile,intervenendo sulla persona; È L'insieme delle attività di consulenza, diagnosi, presa in carico, sostegno e orientamento in relazione al disagio psichico individuale, relazionale, familiare, gruppale e all'attività preventiva e riabilitativa. Nella ambito clinico la psicologia opera in una prospettiva di collaborazione dinamica con altri professionisti (medici, psicologi clinici, personale sanitario, insegnanti, educatori e tutti quegli operatori che svolgono una funzione psicologica in un contesto di educazione, socializzazione, prevenzione e cura del disagio psichico). messa a punto di interventi di prevenzione e gestione del rischio e del disagio, nelle sue varie forme (individuali, familiari e sociali o di comunità); E' lo psicologo che ha competenze nell'ambito della psicologia dello sviluppo cognitivo, affettivo e sociale, delle problematiche didattiche e relazionali inerenti alle istituzioni educative, delle nuove tecnologie dell'apprendimento, dell orientamento scolastico e della valutazione dei processi di sviluppo in generale comprensivi della prevenzione del disagio individuale e relazionale Si occupa dell'Individuazione del disagio relazionale, affettivo e cognitivo, dell'Individuazione dei fattori di rischio e dei fattori protettivi della devianza e della criminalità. Inoltre dellelaborazione di strategie di intervento,di prevenzione, di recupero e di apprendimento del disagio psicosociale, della promozione del benessere psicofisico e sociale, dello sviluppo e della promozione delle abilità e delle competenze psicosociali nell'arco di vita. previene il rischio attraverso la valutazione dei soggetti in età evolutiva e l'individuazione delle forme emergenti di disagio (bambini pretermine, bambini con disabilità, bambini in affidamento e /o adozione, bambini appartenenti a famiglie immigrate e/o multietniche); Sono le tecniche che gli psicologi atto a collaborare con altri operatori presenti sul territorio, nell'ambito dei servizi diretti alla persona o individuo, alle famiglie, ai gruppi, alle organizzazioni, ai servizi e alle comunità ed istituzioni, al fine di promuovere il loro sviluppo e benessere, e limitarne il disagio con modalità psicologiche. Intervento psicologico clinico, con i seguenti obiettivi: prevenire il disagio ed il disadattamento delle persone entro i contesti organizzativi; facilitare lo sviluppo delle risorse individuali ed organizzative in situazioni di cambiamento o di disfunzionalità delle organizzazioni e dei servizi; analizzare la domanda e contribuire alla diagnosi ed alla pianificazione delL'intervento nellutenza dei servizi sociosanitari; individuare le culture a rischio entro i contesti sociali, al fine della prevenzione, primaria e secondaria dei disturbi medio-lievi, a favore della persona, del gruppo e delle istituzioni, con tecniche psicologiche Tecniche Psicologiche per la Persona e la Comunità, promuove il benessere individuale e collettivo e la prevenzione di situazioni di disagio psicosociale, partecipando a programmi finalizzati all ottimizzazione delle relazioni in ambito familiare e sociale; analizzando aspetti funzionali e disfunzionali presenti nelle agenzie sociali; valutando e monitorando differenti forme di disagio e di rischio psicosociale; realizzando un primo intervento di aiuto, grazie soprattutto all'acquisizione di abilità di counseling; prefigurando più articolate strategie operative indirizzando l'utente verso forme specialistiche di intervento

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