Una terapia di coppia non deve mirare a mantenere unita la coppia, ma a cercare di capire quale è la situazione migliore per quella determinata coppia o per quella determinata famiglia: in alcuni casi la separazione può essere riconosciuta come il male minore. I genitori sono incoraggiati ad elaborare gli accordi che meglio soddisfino i bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all'interesse dei figli. I genitori sono incoraggiati dal mediatore ad elaborare in prima persona gli accordi che meglio rispondano ai bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all'interesse dei figli. Infatti, i due obiettivi principali della mediazione familiare sono: accompagnare i genitori in conflitto nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sè e per i figli; trovare o ritrovare una comunicazione il più possibile funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci di trovarne altri in base allevoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che la vita porterà loro di fronte. Per quanto riguarda gli argomenti affrontati durante la mediazione familiare, il percorso prevede la possibilità di trattare tutte le tematiche inerenti l'organizzazione della separazione, sia nei suoi aspetti emotivi sia in quelli materiali, in quanto tutti facenti parte integrante degli scambi relazionali tra i componenti di una famiglia e quindi possibili oggetti di negoziazione dei nuovi patti della coppia separata. Relativamente agli aspetti relazionali, tra i temi più frequentemente discussi compaiono: l'affidamento dei figli, lanalisi dei bisogni di genitori e figli, la continuità genitoriale, il calendario delle visite del genitore non affidatario, le vacanze, la regolazione dei tempi e dei modi di frequentazione tra i figli e i componenti delle famiglie d'origine, le scelte educative, la comunicazione della separazione ai figli, la comunicazione tra i genitori, la relazione con gli eventuali nuovi compagni dei genitori, problematiche legate alla famiglia ricostituita. La famiglia e molti genitori si caratterizzano per il desiderio di mantenere i figli nel ruolo di bambini; la paura del distacco e della separazione a volte esasperano il mantenimento di atteggiamenti infantili. La specificità delL'intervento clinico previsto prende in considerazione le caratteristiche dei singoli componenti della famiglia e del sistema familiare nella sua globalità. Il trattamento indiretto, in infanzia e adolescenza, è un tipo di intervento psicologico che prevede il coinvolgimento di uno o più membri adulti della famiglia, i quali rappresentano la risorsa principale per un cambiamento positivo e per ripristinare una situazione di benessere del minore e quindi di tutto il sistema familiare. La presenza dei figli non è prevista per due motivi principali: evitare che il bambino o il ragazzo si senta malato, inadeguato o si senta di rappresentare il problema che affligge la famiglia e che causa il malessere dei genitori e/o dei fratelli; favorire un intervento efficace e breve, in quanto per la risoluzione del problema è importante modificare i processi di comportamento e comunicazione messi in atto dal sistema familiare per far fronte al problema ma che, come la famiglia può constatare, non hanno prodotto effettivi risultati. La famiglia è un sistema complesso di interazioni tra genitori e figli e rappresenta unorganizzazione dinamica in continua evoluzione. Questo porta il sistema familiare a modificarsi e a ridefinire modalità di comunicazione e di relazione in base alle diverse fasi evolutive che si susseguono (sia dell'Individuo che della famiglia), si tratta di un processo che prevede il ruolo attivo di ogni componente della famiglia. I problemi psicologici che coinvolgono il contesto familiare si formano spesso sulla base delle reazioni messe in atto dalla famiglia per cercare di risolvere il problema stesso. Il rischio maggiore al quale una famiglia può andare incontro è che un problema possa trasformarsi in un profondo disagio e di conseguenza in un disturbo psicopatologico, questo accade quando il problema si mantiene, si stabilizza e si amplifica in seguito alla messa in atto di soluzioni disfunzionali perpetuate nel tempo (cercare di risolvere un problema è normale ma perpetuare in tentativi che non stanno funzionando può aggravare la situazione). La risoluzione dei problemi e delle difficoltà che coinvolgono una famiglia passa attraverso la valutazione delle modalità che le persone che la compongono mettono in atto per fare fronte alle diverse situazioni legate al problema presentato. L'intervento psicologico indiretto ha come obiettivo finale quello di interrompere il loop disfunzionale suggerendo ad uno o entrambi i genitori (o ad uno o più componenti adulti della famiglia), strategie di comunicazione e di comportamento in grado di far fronte, in modo funzionale, al problema o al disagio riscontrato. La fase del ciclo vitale rappresentata dall'invecchiamento pone al soggetto problemi riguardanti il sistema individuo (decadimento delle abilità, faticabilità, difficoltà lavorative, maggiore frequenza di malattie), e problemi riguardanti il sistema famiglia, essendo questa una fase della vita familiare molto delicata. Quanto da noi rilevato in questo studio sembra indicare una maggiore importanza dei problemi riguardanti il sistema individuo nei pazienti maschi, mentre le pazienti anziane tendono a riportare in anamnesi con più frequenza disagi relativi al sistema famiglia. Test grafici: disegno dellalbero, della famiglia, della figura umana, DSSVF. Cause sociali : il sistema di valori e di credenze ereditate dall'educazione ricevuta in famiglia, da eventi traumatici, da incontri con partners precedenti. Includiamo in questa categoria anche i fattori stressanti quali la disoccupazione, la povertà, l'ignoranza, i dissidi famigliari, tutti fattori che possono alterare la precezione sessuale. Freud ritiene che questo complesso abbia una portata universale, e l'antropologia psicoanalitica si è affaccendata per reperire le prove della sua presenza anche in quelle culture in cui non predomina la famiglia coniugale. Vi sono bambini il cui comportamento a scuola è in diretto contrasto con quello che assumono in famiglia, e anche altrove nella vita incontriamo uomini i cui tratti di carattere si presentano in forme allapparenza cosí contraddittorie che noi cinganniamo sulla loro essenza. Effetto analgesico: il soggetto non percepisce il dolore; i recettori degli oppiacei, appartengono alla famiglia della proteina G, e sono responsabili della dipendenza (fisica), e delle manifestazioni comportamentali. Fanno parte di questa grande famiglia tutte le benzodiazepine (tavor, valium, minias, darkene, roipnol, en). Labuso di sostanze ha un profondo effetto sulla famiglia e questa è un fattore cruciale nel trattamento di un individuo che ne fa uso. Nella terapia familiare esistono tre fasi fondamentali del coinvolgimento della famiglia nel trattamento: 1) sviluppare un sistema per instaurare e mantenere uno stato drug free; 2) attivare un metodo realizzabile di terapia famigliare; 3) occuparsi del riadattamento della famigliadopo la cessazione dellabuso di sostanze. Importante è effettuare una diagnosi della famiglia osservando i modelli interattivi, di comunicazione, i rapporti della famiglia, le alleanze e i ruoli principali, le regole e i confini, i legami e gli stili di conflitti. Raccontare bugie alla famiglia, al terapeuta e ad altre persone per nascondere quanto la mania del gioco e diventata coinvolgente. Il trattamento psicologico soprattutto di sostegno è consigliato anche alla famiglia del paziente con diagnosi di disturbo borderline di personalità, anche nei casi in cui il paziente non sia in trattamento. Consigliamo a tutti i familiari ed i partner di pazienti borderline di chiedere un intervento di consulenza psicologica, di orientamento o sostegno psicologico poiché i nostri studi più recenti stanno dimostrando che modificando specifici atteggiamenti e modalità di comunicazione, quindi con l'aiuto stesso della famiglia, è possibile aiutare il paziente a vivere in modo più adeguato e funzionale, limitato i tratti impulsivi, l'instabilità e la rabbia ed arrivare ad una remissione dei sintomi più pericolosi per il soggetto. A secondo della sua preparazione universitaria, cioè dell'indirizzo specifico scelto nel triennio, dopo i primi due anni di corso universitario e a secondo del tirocinio svolto almeno in un anno dopo la laurea, lo psicologo è teoricamente in grado, se abilitato, ad esercitare nei vari campi della psicologia, specifici legalmente per l'esclusiva professionalità dello psicologo: scolastico, giuridico, infanzia e famiglia, sperimentale, aziendale, ricerca, clinico, ospedaliero ecc. Questo succede a chi pretende molto da sé, per cui mantiene un atteggiamento di autocritica e di rigidità: un eco delle critiche e delle rigidità vissute in famiglia, da parte di genitori che si aspettavano molti successi dai figli, e che reagivano con asprezza a questo tipo di delusioni. Perché sia diagnosticato occorre vi siano associate rilevanti difficoltà che vengono convenzionalmente individuate in almeno due delle seguenti aree: comunicazione,cura della persona, vita in famiglia, attività sociali, capacità di usare le risorse della comunità, autodeterminazione, scuola, lavoro, tempo libero, salute, sicurezza. Se il bambino rimane silenzioso oppure ha un atteggiamento riservato in presenza di adulti esterni alla famiglia, raramente questo comportamento viene considerato anormale o allarmante. Nella maggior parte dei casi, il bambino parla con uno o più membri della famiglia (soprattutto la madre), qualche volta con uno o alcuni coetanei, ma non con gli estranei, e non a scuola. l'approccio sistemico familiare, come spesso accade, non ha un punto di origine preciso; le sue radici possono essere fatte risalire alla fine degli anni 40 e agli anni 50, quando iniziano a sorgere gruppi di lavoro, non necessariamente coordinati fra loro, che si interessano al rapporto tra malattia mentale e famiglia. In questa prospettiva la famiglia viene vista come un sistema, ossia come un entità che possiede caratteristiche, regole e norme proprie; diviene così possibile comprendere i meccanismi e le dinamiche di tale sistema nel momento in cui si analizzano e rendono chiari i criteri alla base del suo funzionamento. La famiglia, che a sua volta è inserita in un contesto più ampio che è quello della società, possiede dunque una sua struttura di regole e meccanismi che la portano ad evolvere in un certo modo e, ogni suo membro, contribuisce al suo sviluppo. Ogni membro del sistema esercita una serie di effetti, di influenze, sugli altri membri; al tempo stesso tali influenze si ripercuotono sul sistema intero della famiglia. A differenza degli altri approcci che si basano sull'individualità della persona, nella terapia della famiglia l'individuo viene considerato una parte del tutto, che è appunto il sistema. Tuttavia, la stessa persona sofferente fa parte del sistema famiglia, ed è quindi parzialmente responsabile della situazione che si è creata. Il paziente, allora, non è solo colui che subisce ed esibisce un sintomo, ma, paradossalmente, diviene esso stesso un sintomo: quello di una famiglia disfunzionale. Per esempio, se un adolescente soffre di una forte ansia e i membri della sua famiglia essendone al corrente lo proteggono in maniera eccessiva, evitandogli costantemente il confronto con le sue paure, egli tenderà a mantenere vive le sue paure; contemporaneamente dipenderà in maniera sempre maggiore dagli altri membri della famiglia, mantenendo in vita tale dinamica disfunzionale. La terapia della famiglia ha costruito quindi la sua metodologia clinica intorno all'idea che il disagio psichico può essere colto attraverso l osservazione delle relazioni umane. Questo, secondo i sostenitori del metodo, può portare in genere una persona, una coppia, o una famiglia, al superamento del problema, o ad un marcato miglioramento, in tempi molto rapidi, cioè, in media, nell'arco di 10-15 sedute di psicoterapia. I terapeuti avranno il dovere di raccogliere quante più possibili storie famigliari. Capacità di progettare ambienti relazionali e di gestire interazioni congruenti con le esigenze del bambino o adolescente, della famiglia, dei gruppi, delle organizzazioni, delle comunità. | |