psicoterapia



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Attualmente la psicologia è una disciplina composita, i cui metodi di ricerca vanno da strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da strettamente individuali (ad esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale) a metodi con una maggiore attenzione all'aspetto sociale e di gruppo (ad esempio: la psicologia del lavoro che impiega i cosiddetti gruppi focali). La psicoterapia consente di trattare un vasta gamma di disturbi, da problemi relazionali e dello sviluppo in età evolutiva a problemi ampiamenti diffusi come depressione, attacchi di panico, disturbi ossessivocompulsivi, disturbi del comportamento alimentare, abuso di sostanze, dipendenza da fumo, gioco d'azzardo. La moderna psicoterapia si fonda su una logica evidence based, ovvero supportata dalla ricerca, dall'expertise clinico e dalla valutazione da parte del paziente del lavoro effettuato . Rimane comunque fondamentale per il ppaziente o aspirante tale conoscere, in ossequio al principio del consenso informato, l orientamento di fondo utilizzato dal proprio psicoterapeuta e la verifica che questo sia indirizzato verso la migliore forma di psicoterapia per la propria situazione. Le terapie d'elezione sono la psicoterapia e la logoterapia, ma anche tecniche di rilassamento e psicodramma che si focalizzano meno sulla parola. La psicoterapia individuale è la branca della psicologia che si occupa di curare le nevrosi e le psicosi: i disordini della mente. La psicoterapia è una cura della mente fatta proprio di questi due movimenti: entrata e uscita. La psicoterapia non vi darà farmaci o pozioni magiche, né produrrà miracoli: sarete voi a conquistarvi la guarigione. Solo la psicoterapia, così come l'ho descritta, può realisticamente darvi una speranza di guarigione vera e solo voi potete trasformarla in realtà. La psicoterapia di gruppo è una forma di psicoterapia in cui l'intervento clinico viene effettuato in un setting gruppale. La psicoterapia di gruppo può fare riferimento a vari tipi di orientamenti teorici (dinamici, cognitivi, etc.), e può articolarsi nei suoi vari modelli in maniera estremamente diversificata, da un polo supportivo ad un polo espressivo-elaborativo. Una psicoterapia di coppia se funziona, comincia a produrre i suoi effetti già dalle prime sedute: i due partners si sentono più sereni, tornano a comunicare e riprendono ad avere rapporti sessuali; per questo motivo la durata complessiva non è mai molto lunga. Oltre che nei discorsi fatti in seduta, questo particolare tipo di psicoterapia si basa anche sulla formulazione di obiettivi da raggiungere, per cui non è raro che il terapeuta assegni dei ˙compiti da svolgere a casa, che possono riguardare entrambi i partners o, di volta in volta, uno dei due. In psicoterapia non è infrequente che la notizia della sua esistenza emerga solo dietro domande specifiche, quando il terapeuta esplora con le sue domande l'area del comportamento sessuale. Spesso, una buona psicoterapia permette di superare con relativa facilità questo tipo di problemi. l'ipnosi regressiva è una tecnica sperimentale che può essere utilizzata durante una psicoterapia che permette di ricercare le cause dei conflitti attuali nel mondo remoto di sogni di trance che possono assumere laspetto di precedenti vite. Il termine psicoterapia viene utilizzato per descrivere un trattamento psicologico mirato a modificare pensieri, sentimenti e comportamenti problematici creando una nuova comprensione di aspetti che sembrano correlati in modo causale alle difficoltà lamentate. Quando la psicoterapia viene utilizzata nel trattamento delle dipendenze, essa deve occuparsi dei comportamenti legati alla dipendenza e dei pensieri e sentimenti che sembrano incoraggiarli, sostenerli o che ne sono il risultato. Insieme agli obiettivi specifici per la dipendenza che, per definizione, comportano la cessazione dell'autosomministrazione della sostanza, la psicoterapia tratta temi inerenti ad altri aspetti della vita dei pazienti, sia passati che presenti, supponendo che alcuni di questi contribuiscono al loro attuale uso di sostanze. Molte delle tecniche e dei principi della psicoterapia impiegati con i pazienti che abusano di sostanze sono simili a quelli utilizzati nella psicoterapia con altri pazienti. Tuttavia per curare in modo efficace in pazienti dipendenti è importante combinare una conoscenza generale della psicoterapia con la conoscenza della farmacologia delle sostanze di abuso, la sottocultura della dipendenza, sulla perdita di controllo che accompagna la dipendenza e sulle conseguenze biopsicosociali della stessa. Tecniche psicoterapeutiche derivanti da diversi orientamenti sono state adattate perché si concentrassero in modo specifico sul trattamento della dipendenza: l'approccio psicodinamico, la psicoterapia supportivo-espressiva, quella interpersonale, le terapie cognitive. Come affrontare allora questo insidioso nemico della nostra salute e del nostro equilibrio psicofisico? Fondamentale è allontanare l'idea che come è venuto se ne andrà: niente di più sbagliato; le strategie da mettere in atto al fine di combatterlo sono uno stile di vita differente da quello normalmente condotto magari con l'aiuto di una psicoterapia da protrarre per breve tempo; non ricorrere ai farmaci se non in presenza di depressione e ansia ed anche in questi casi rivolgersi ad un medico specialista; cercare di rimettere in moto i desideri e ricreare così un entusiasmo che induca la rinascita di vitalità e voglia di fare: a tal proposito è utile dedicarsi ad attività sportive, frequentare gente nuova, ascoltare il proprio corpo anche con tecniche di relax e meditazione. Lo psicologo e lo psicoterapeuta sono due figure professionali distinte e non equivalenti: lo psicologo non specializzato in psicoterapia non è qualificato a prendere in cura dei pazienti. Tuttavia, a differenza dello psicologo non psicoterapeuta il quale non può prendere in cura nessuno, lo psichiatra e il neurologo, in quanto laureati in medicina, possono prendere in cura i pazienti per praticare le terapie mediche, ma non possono e non devono curare con la psicoterapia, se non ne hanno la specializzazione. Lo psicoterapeuta è uno specialista qualificato in psicoterapia, quindi è uno specialista per la diagnosi e la cura dei disturbi psicologici. Non sono ammessi altri tipi di laurea per la specializzazione in psicoterapia. Se psicologo, lo psicoterapeuta ha, dopo essersi laureato e abilitato, conseguito la specializzazione e la qualificazione in psicologia clinica e psicoterapia, il che significa che oltre agli approfondimenti specialistici propri della specializzazione clinica, egli ha seguito per anni una formazione qualificante specialisticamente psicoterapeutica, in uno dei vari indirizzi della psicoterapia. In particolare, inoltre, per divenire psicoterapeuta, egli si è sottoposto per anni ad un analisi personale, sia per sperimentare in prima persona su di sè l'applicazione della psicoterapia e sia per individuare e risolvere le proprie discrasie psicologiche, prima che gli venga consentito di cominciare a seguire dei pazienti. Da alcuni anni in Italia questo percorso è stato regolamentato per legge, per cui attualmente la specializzazione e la qualificazione in psicoterapia, dopo la laurea, possono e devono essere conseguite, sia presso le scuole di specializzazione universitarie e sia presso le scuole private che abbiano ottenuto il riconoscimento dallo Stato. Ovviamente per il medico è fortemente consigliato, se vuole validamente qualificarsi in psicoterapia, seguire dopo la laurea esclusivamente psicologia clinica o psichiatria, specialmente perchè a differenza dello psicologo egli proviene da un corso di studi universitari, che per la loro organizzazione, lo hanno praticamente lasciato del tutto ignaro anche dei minimi fondamenti, non solo della psicologia, ma anche della psicofisiologia, cioè lo studio del cervello psichico. Poichè nella maggior parte dei casi il trattamento dei disturbi psichici e delle malattie mentali, richiede la somministrazione binaria sia della psicoterapia che della psicofarmacoterapia, ovviamente lo psicoterapeuta psicologo deve affiancarsi ad una o più figure mediche. Inoltre questa competenza da parte dello psicologo psicoterapeuta è indispensabile, affinchè la somministrazione degli psicofarmaci, spesso necessaria durante la psicoterapia, non avvenga da parte del medico in funzione isolata rispetto alla contemporanea psicoterapia. Anzi, lo psicologo psicoterapeuta deve essere in grado di valutare autonomamente, circa gli psicofarmaci, ipotesi sulla categoria farmacologica, la posologia, la combinazione e la durata del trattamento e inoltre circa le varianze osservabili relativamente all'interazione fra i farmaci e gli accadimenti in psicoterapia. Altrimenti la psicoterapia si deforma e si trasforma rapidamente in una qualsiasi forma di consulenza, o peggio, di chiaccherata sulle varie situazioni, per esordire in consigli, pareri, conforto e così via. Se accade questo, non C'è più psicoterapia. E' dunque evidente che se lo psicoterapeuta medico fa anche il medico con il paziente che segue in psicoterapia, inevitabilmente si trasferisce dalla mente al corpo, agli oggetti reali del quotidiano, deve praticamente intervenire nel mondo reale del paziente e offre a questi un pretesto formidabile per contaminare continuamente le sedute di psicoterapia, con questioni organiche, farmacologiche, familiari e situazionali, organizzative, implicando spesso altri familiari nelle visite e nelle cure e così via. Ai livelli più estremi questo si esplicita anche con il rifiuto della guarigione : gli anni di sofferenza e di deprivazione rappresentano infatti il culmine dell'autopunizione, e pur nel suo oggettivo paradosso, ciò rappresenta soggettivamente il simbolo della propria integerrimità; l'ipotesi della guarigione sarebbe il simbolo di una tregua, e l'ansia del giudizio esterno per un simile gesto , impedisce di affrontare la guarigione o un eventuale psicoterapia con serenità. I suoi occhi diverranno sempre più pesanti sino ad arrivare al sonno ipnotico che rappresenta il punto di partenza per l'impiego dell'ipnosi nelle svariate finalità, soprattutto se l'ipnosi deve essere utilizzata per una psicoterapia ipnotica. La psicoterapia CognitivoComportamentale nasce agli inizi del Ventesimo secolo dalla tradizione scientifica della psicologia sperimentale, in particolare dagli studi di Pavlov, fondatori della corrente teorica del comportamentismo, che si proponeva di costruire una scienza psicologica che condividesse le caratteristiche di esattezza e obiettività tipiche delle scienze più avanzate, quali la biologia e la fisica. Le applicazioni per la terapia di questi progressi sono estremamente importanti, in quanto vengono sviluppate una serie di tecniche che, oltre al comportamento, si propongono la modificazione e il cambiamento dei processi mentali, vale a dire i pensieri e le emozioni; in questo modo l'insieme di metodologie, che vengono ora definite psicoterapia cognitiva e comportamentale si presentano efficaci e applicabili ad una vasta gamma di problemi (vedi più avanti), che in precedenza erano difficilmente trattati con le tecniche che si limitavano alla modificazione del comportamento. Una delle caratteristiche più interessanti di questo insieme di tecniche e delle teorie sottostanti è inoltre l'apertura alle innovazioni provenienti sia dalla ricerca scientifica sia da altre correnti di studio sulla psicoterapia (quali le teorie psicodinamiche o le teorie sistemiche). Ne è un esempio la recente attenzione e tentativo integrazione all'interno della psicoterapia cognitiva e comportamentale di importanti fattori terapeutici, quali le dinamiche del rapporto tra terapeuta e paziente e il peso degli aspetti interpersonali e familiari correlati alla sofferenza individuale. La psicoterapia breve è un processo limitato nel tempo, rivolto ad un obiettivo circoscritto e ad un azione preventiva mediante l'uso flessibile di diverse tecniche ed un ruolo attivo del terapeuta su pazienti selezionati motivati, in grado di procedere nell'autogestione delle proprie problematiche. Questo, secondo i sostenitori del metodo, può portare in genere una persona, una coppia, o una famiglia, al superamento del problema, o ad un marcato miglioramento, in tempi molto rapidi, cioè, in media, nell'arco di 10-15 sedute di psicoterapia. La terapia utilizza anche metodi della psicoterapia cognitivocomportamentale, per i casi più lunghi. l'analisi bioenergetica è un metodo, unico nel suo genere, che combina terapia corporea e psicoterapia verbale. Il metodo operativo su cui si basa l'analisi Bioenergetica comprende una serie di tecniche utilizzabili nella psicoterapia, tali da consentire un approccio non solo sistematico e coerente, ma anche più profondo e completo, alla persona e a i suoi problemi. Priva dell'autorità del suo creatore, la teoria analitico transazionale subì negli anni 50 un vero e proprio assalto integrativo da parte di studiosi e terapeuti che arricchirono l'impianto teorico originario con assunti e soprattutto tecniche prese a prestito da altre scuole teoriche, prima fra tutte la psicoterapia gestaltica, allontanandosi dalle radici psicodinamiche e assumendo una direzione decisamente cognitivocomportamentale. l'approccio della Gestalt ritiene inefficace una psicoterapia orientata prevalentemente verso il passato e considera i perché della nevrosi dei pazienti poco esplicativi. La psicoterapia ha come obiettivo quello di fornire il mezzo con cui risolvere sia i problemi attuali che quelli che potrebbero insorgere nel futuro, e tale strumento è costituito dall'auto-appoggio. Si pone come terza scuola viennese di psicoterapia, insieme alla Psicoanalisi di Sigmund Freud e alla Psicologia Individuale di Alfred Adler.

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